Al Campito con i piccoli

Argentina Esperienza missionaria

Il 31 luglio, dall'aeroporto di Roma Fiumicino, finalmente dopo tanti dubbi, incertezze e paure, partiamo per quella che sarebbe diventata

una delle esperienze più belle della nostra vita. Non appena arrivate, non sapevamo cosa ci avrebbe aspettato, ma quello che non ci saremmo mai immaginate era sicuramente il calore con il quale siamo state accolte subito dalla comunità.

Il giorno successivo iniziava il nostro lavoro al "campito", il centro di accoglienza per bambini fino ai 13 anni di Villa Corina. Qui, insieme ai bimbi, abbiamo svolto diverse attività, come lezione di taekwondo, ginnastica, arte e canto. L'obiettivo del campito è quello di offrire ai bambini un luogo tranquillo, e di crescita dove poter stare al di fuori dell'ambiente scolastico, in modo che non trascorrano il loro tempo libero per strada. In poco tempo siamo inaspettatamente riuscite ad integrarci nel gruppo, nonostante le difficoltà della lingua, grazie anche alla curiosità, alla collaborazione e all'affetto dei bambini. 

Oltre al campito ci è stata data la possibilità di poter svolgere altre interessanti attività, come la pastorale della salute, dove abbiamo fatto visita a persone inferme del quartiere, per portar loro conforto pregando insieme; abbiamo inoltre fatto uno scambio culturale, presso il collegio dove insegna Suor Cathi, dove ci siamo confrontati su diverse realtà, appartenenti sia ai giovani italiani che a quelli argentini. Guidati dalle parole del vangelo, notevole è stata anche la giornata di condivisione con i giovani della parrocchia.

Ad arricchire ulteriormente la nostra missione è stata la possibilità di essere ospitate da famiglie del posto, e quindi poter condividere con loro la quotidianità. 

Per completare la nostra esperienza non poteva mancare la visita di alcuni quartieri più caratteristici della città, come quello della Boca e del Tigre, e di luoghi di maggior interesse storico-culturale come l'Obelisco, Plaza de Mayo e la Casa Rosada.

Ciò che abbiamo messo in valigia per il viaggio di ritorno in Italia, oltre a un arricchimento dal punto di vista culturale, sono il calore della comunità e il sorriso dei bambini. 

Un ringraziamento, quindi, va a tutte le persone che hanno reso questa esperienza unica e autentica.

 

Giada, Giulia, Francesca, Elena, Sr Caterina

 

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