Elisa e Maurizio volontari a Sucre
A Novembre dell’anno scorso io e mio marito abbiamo vissuto un tempo di volontariato presso la comunità delle suore a Sucre, in Bolivia, e siamo stati con loro ospiti per circa un mese. Sucre è una cittadina non molto grande, con le case tutte bianche che la fanno apparire molto latina. Nelle vie del centro, ricche di chiese pure tutte bianche, sembra davvero di essere nella Spagna del Seicento ed è molto piacevole passeggiare. Nella comunità però c’era sempre molto da fare e le suore erano sempre indaffarate nelle loro attività e noi abbiamo cercato di essere d’aiuto come potevamo. Ogni settimana venivano in parrocchia molte persone per imparare a leggere e a scrivere, aiutavamo a distribuire loro dei quaderni su cui si esercitavano a scrivere lettere e parole. Era necessario stare con loro e seguirli da vicino, sembravano bambini alle prese con qualcosa di molto difficile e ricambiavano la nostra attenzione con sguardi e sorrisi dolcissimi. Dopo la lezione, c’era sempre un’abbondante merenda preparata dalle suore e musica latina per tutti. Io sono abbastanza negata per il ballo, ma i loro ritmi erano così coinvolgenti e le persone si lasciavano andare alla danza con così tanta allegria e semplicità che non ho potuto farne a meno e mi sono ritrovata a ballare con loro come se l’avessi sempre fatto. Un’altra attività delle suore era la Pastorale in carcere. Il carcere di Sucre ha due padiglioni maschili e uno femminile. Ogni mercoledì suor Caty entrava nel padiglione maschile, quello per reati meno gravi a chiacchierare con i detenuti e far loro un po’ di scuola e noi l’abbiamo sempre accompagnata.
Da ragazza ho frequentato una scuola di lingue straniere e conosco l’inglese abbastanza bene, quindi abbiamo avuto l’idea di fare un piccolo corso d’inglese ai detenuti. È stato un successo, sono venuti in tanti ad ascoltarci e io ero molto orgogliosa di far loro lezione. Un venerdì sera abbiamo avuto il permesso extra per entrare e proiettare un film, la suora ha comprato sacchi di popcorn e i detenuti hanno trascorso una serata tranquilla, quasi fossero a casa tra amici. Al sabato si andava a Messa nel padiglione femminile e alla domenica assistevamo alla Messa nel padiglione maschile, quello a regime più severo. Le suore svolgevano molte altre attività per le quali non potevamo essere d’aiuto, così mio marito ha pensato di ridipingere le mura del cortile interno che erano tutte decadenti. Ha comprato la vernice e il cemento ha sanato e pitturato le pareti del patio, che poi apparivano più bianche e più in stile. Io ho provato a cucinare piatti tipici italiani, insomma non c’era da annoiarsi e il tempo è volato.

Ci siamo presi anche un paio di giorni per fare i turisti e siamo andati a vedere il famoso lago salato, il Salar di Uyuni. Due suore sono venute con noi e ci siamo divertiti molto in loro compagnia. Il Salar è davvero bellissimo, un luogo surreale. L’esperienza in Bolivia è stata molto bella, ci è piaciuto soprattutto il tempo trascorso con i ragazzi del carcere e infatti stiamo cercando il modo di fare questo tipo di volontariato anche in Italia ma qui è tutto più complicato. Il viaggio in Bolivia non è stato la nostra prima esperienza con le suore della fondazione Thouret e come tutte le altre volte siamo ritornati casa con un bagaglio di conoscenze, di emozioni e di insegnamenti nuovi che ci hanno riempito il cuore.
