Progettosenzatitolo56

Webinar “DONNE, EDUCAZIONE, FUTURO IN EUROPA” Lo scorso 15 Novembre si è svolto l’ultimo Webinar dal titolo “DONNE, EDUCAZIONE, FUTURO IN EUROPA” a conclusione del ciclo di 4 incontri che ci ha permesso di approfondire la realtà della donna e dell’Educazione prima in Asia, poi in Africa, poi in America Latina. Ogni volta ci hanno introdotte al tema giornaliste e dottoresse esperte nel sociale e nei continenti, Alessandra Di Poli, Anna Pozzi, Laura Stopponi e questa volta Martina Vitalone. A ciascuna di loro si sono affiancate suore o amiche che hanno raccontato il servizio delle Suore della Carità a favore delle giovani in quelle realtà: Lia Beltrami regista e documentarista per l’Asia, Lorenza Vallarino, volontaria ventennale per la realtà africana con un occhio più focalizzato sul Camerun, sr Monica Binda per la realtà dell’Argentina e in ultimo sr Valentina Dissimile con uno spaccato sugli studentati universitari in Italia.

Dopo una profonda e documentata presentazione del tema, che passava da uno studio sui dati statistici proposti da EUROSTAT sulla situazione educativa e lavorativa della donna in Europa, per arrivare a riconoscere il ruolo della donna nella società e poter definire che più educate è meglio, Martina Vitalone, ha concluso il suo intervento con una testimonianza che qui riportiamo, segno di forza, perseveranza, vigilanza e determinazione di una giovane donna. Sono Lara, la mia passione è lo sport. Grazie a mio papà ho scoperto la pallacanestro ed è stato amore a prima vista. A soli 14 anni ero tra le più promettenti d’Italia e sono stata selezionata da una delle squadre più blasonate. 16 anni la mia ossessione era di trasformare il basket nel mio lavoro, fino al primo vero ostacolo: un grave infortunio al ginocchio mi ha costretta 9 mesi lontana dal campo. Apparentemente si erano infranti i miei sogni, il trauma dell’infortunio e sguardi esterni dubbiosi sul recupero sono stati il primo momento in cui mi sono domandata se fosse quella la mia strada. Dopo un periodo da giocatrice in diverse squadre d’Italia, sono tornata dove avevo iniziato con nuovo entusiasmo e ritrovata passione. Ho concluso l’università in scienze internazionali e, inseguendo la passione per la cooperazione, ho iniziato un master. Qui arriva l’ennesimo infortunio, un bivio e la decisione sofferta ma “realista” di fermarmi col basket giocato per andare a fondo di nuove scoperte. Ho iniziato un percorso di studio sulle Life Skills per comprendere come trasformare lo sport nello strumento capace di potenziare le competenze trasversali fondamentali per la vita quotidiana.

Questo viaggio mi ha portata in Africa, in una baraccopoli di Nairobi, insieme ad un’organizzazione di volontariato che si occupa di aiutare bambini e giovani in aree economicamente e socialmente degradate dell’Africa attivando progetti educativi e sportivi. Oggi sono Project Manager di una Onlus che aiuta minori socialmente ed economicamente svantaggiati attraverso il grande potere dello sport e mi occupo inoltre di costruire progetti insieme a diverse realtà italiane per rispondere, con lo sport, ad alcuni tra i bisogni sociali più urgenti. Sr Valentina Dissimile, di seguito rispondendo alle domande di Antonella Salvatore, ha raccontato con vivacità e passione la sua esperienza con le ragazze dei pensionati e dopo aver descritto la delicatezza di questi servizi, ha concluso con una bellissima immagine ripresa poi anche nei commenti dei partecipanti.Mi piace concludere con un’immagine: UN GIARDINO. Ogni ragazza è come un fiore diverso: alcune sbocciano presto, altre lentamente; alcune hanno bisogno di molta acqua, altre di sole; alcune crescono vigorose, altre fragili ma luminose. Il nostro compito, come Suore della Carità, è preparare il terreno, togliere qualche pietra, dare sostegno quando serve, e soprattutto accompagnare la fioritura. Nei pensionati ho visto fiorire donne forti, generose, consapevoli, capaci di futuro. E sono certa che il futuro dell’Europa passerà anche da queste giovani: ascoltate, accolte, accompagnate con amore perché davvero: C’È SPLENDORE IN OGNI COSA.