website-2025-12-30T142407100

Allevamento di pesci nella comunità di Yaoundè

La comunità delle suore della Carità a Yaounde si trova su una delle colline di Yaoundè e abita una casa attorniata da un buon appezzamento di terreno, quasi tutto adeguatamente coltivato per poter sostenere le suore e le famiglie più bisognose della zona. Dal 2022 la comunità ha pensato di dedicarsi anche all’allevamento di pesci, iniziando con delle tilapie, per l’alimentazione della comunità, ma anche per poter avviare una sorta di commercio con le congregazioni attorno, con alcuni piccoli ristoranti della città, qualche collegio e con gli studenti della vicina Università Cattolica. In più, l’acqua scaricata dai bacini aiuta ad annaffiare l’orto e così la comunità può avere verdure fresche tutto l’anno. Le spese per l’acquisto di pesce e verdure erano, già così notevolmente diminuite.

Ma il fatto di avere una sola vasca, rendeva l’allevamento difficoltoso, poiché richiedeva il tempo di attesa della crescita dei pesci, il commercio degli stessi e poi, di nuovo si iniziava il ciclo con un’altra quantità di pesci da allevare. Il ciclo era dunque molto ampio e lungo. Già nel 2023 la Fondazione Thouret ha contribuito alla costruzione di altre due vasche in modo tale che ciascuna contenere una quantità di pesci giunti ad uno stesso livello di crescita e così il ciclo fosse continuo, tra i pesci venduti e quelli sostituiti, acquistati ancora giovani e da crescere. Tuttavia ancora non si riusciva ad avere la necessaria copertura delle spese, a causa dell’aumento dei prezzi e quindi anche del costo dell’alimentazione dei pesci: un sacco di mangime per gli avannotti costa 27.000 franchi CFA e quello per gli avannotti più grandi 25.000 franchi. Con questi prezzi, è difficile acquistare una quantità considerevole di avannotti, mentre i bacini sono progettati per contenerne da 1.500 a 2.000. Era così necessario intervenire ancora: lo scorso mese di ottobre con l’aiuto della Fondazione e di Novara Center siamo riuscite a costruire un’altra grande vasca in Calcestruzzo: questo permette ora di avere un allevamento di 3.000 pesci che stanno già crescendo. Il lavoro è dunque aumentato e la comunità non può seguirlo tutto. È così stato assunto un giovane orfano, desideroso di lavorare: il suo contributo è molto importante per il mantenimento della pulizia dei luoghi, per la cura dei pesci e per il contatto con i clienti. Il progetto promette di portare ad un buono sviluppo e permettere così di sostenere non solo la comunità delle suore, e gli studi delle più giovani, ma anche di avere qualche aiuto economico da offrire alle famiglie più povere della zona. Il tutto crea anche una maggiore armonia con la natura e il creato in sintonia con le scelte ecologiche che la Congregazione sta via via sviluppando e soprattutto con il desiderio di vivere anche secondo quanto ci insegna Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì:

(158) Nelle condizioni attuali della società mondiale, dove si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri. Questa opzione richiede di trarre le conseguenze della destinazione comune dei beni della terra, ma, come ho cercato di mostrare nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium,[123] esige di contemplare prima di tutto l’immensa dignità del povero alla luce delle più profonde convinzioni di fede. Basta osservare la realtà per comprendere che oggi questa opzione è un’esigenza etica fondamentale per l’effettiva realizzazione del bene comune.