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Fili di Speranza: la sfilata ai piedi dell’Aventino

Sabato 13 Settembre 2025 ha avuto luogo la seconda edizione della sfilata di moda frutto del Progetto “Fili di Speranza” nato dalla collaborazione della Fondazione Thouret e dell’Associazione Terra e Missione. Alla presenza di più di un centinaio di persone, tra amici delle due associazioni, parenti delle modelle, giornalisti e interessati alla moda, hanno sfilato le protagoniste del progetto indossando abiti da loro confezionati durante il corso e abiti confezionati dalle studentesse della Scuola in Camerun che si sono collegate online. Il progetto infatti propone un gemellaggio tra due centri di cucito: quello di Ladispoli promosso da Terra e Missione, grazie alla collaborazione con la Confraternita della Parrocchia di Santa Maria del Rosario di Ladispoli e con il sostegno della Caritas di Porto-Santa Rufina e quello di Ngaoundal guidato dalle Suore della Carità di Ngaoundal e sostenuto dalla Fondazione Thouret e dal Gruppo India. In entrambi i centri si lavora affinché le donne possano avere un futuro e la possibilità di una propria professione; in Camerun oltre al diploma le studentesse ricevono al termine del corso una macchina da cucire per poter confezionare abiti e vari capi di abbigliamento anche in proprio, dal momento che ancora nella regione della Adamua in cui si trovano, l’industria tessile non è per nulla sviluppata.

La bella novità di quest’anno è che tra le modelle che sfilavano, si è presentata anche Beatrice, volontaria che era appena rientrata dal Camerun, dove aveva collaborato ampiamente e generosamente nell’Ospedale St Jeanne Antide di Ngaoundal. La gioia che l’esperienza le aveva donato l’ha subito spinta a proporsi come modella per indossare abiti camerunesi. Ed è stato un successo! Sembrava nata per fare la modella! Un pomeriggio di festa, ma soprattutto di arte, cultura, scambio e amicizia. Ad ognuna delle partecipanti, vicine e lontane il nostro augurio e alle maestre la nostra riconoscenza. Ci piace qui riportare una descrizione dei tessuti usati appunto in Camerun i tessuti Ndop. Quella dei tessuti ndop è una storia intessuta di pazienza e lavoro. Tanto lavoro. Perché per ottenere una fascia standard, lunga circa 15 metri, da cui poter ricavare vestiti e accessori, può servire anche più di un mese di lavoro. Per dar vita a questo particolare tessuto caratteristico del nord-ovest del Camerun che, in origine,

per la sua preziosità, era usato come moneta di scambio ed era adottato dai capi delle tribù Bamileke, occorre anche una particolare abilità, che è propria, ormai, di pochissime persone. (…) Tutto inizia da strisce di stoffa di cotone generalmente larghe 5 centimetri, che vengono cucite insieme per formare pezzi di stoffa più grandi che diventano delle vere e proprie “tavolozze”. Con una forchetta di bambù, imbevuta di inchiostro di fuliggine, vengono tracciati i contorni principali dei motivi, che vengono poi ripassati con delle cuciture. A questo punto la tela viene immersa prima in una soluzione neutra e poi in un bagno di color blu. Una volta preso il colore, il tessuto viene strizzato ed esposto al sole, che con il suo calore, fa ossidare il colorante, regalando al tessuto la sua tradizionale sfumatura color indaco. I disegni e i motivi, pazientemente tracciati, compaiono quando vengono rimosse le cuciture.

(da I. Argentiero “La Difesa del Popolo, 15.09.2025)