“Gesù è la nostra speranza”

Con le mie sorelle ho sperimentato tanto amore fraterno, ricco di attenzioni, collaborazione e aiuto reciproco sull’esempio della Santa Madre Giovanna Antida: ogni azione era espressione di carità, ogni piccola opera umile accendeva il fuoco dell’ amore di Cristo tutto intorno️. Con i giovani, ho potuto entrare in relazione soprattutto nella preghiera e li ho potuti conoscere anche nel cammino, nel dialogo e nei momenti di condivisione. Ho incontrato diversi i volti di Gesù in loro, ognuno lo porta e lo mostra diversamente: nella gioia, nell’apertura, nelle proprie capacità, nella fragilità, nelle loro caratteristiche, nel sorriso, nel pianto…ognuno di loro mi ha emozionato, ha suscitato il desiderio di entrare in relazione con loro, nel rispetto della diversità e dell’unicità di ciascuno. Incontrando i testimoni di vita: nel carcere, mi toccava proprio l’umanità che ognuno porta con sé nel suo essere, nella sua fragilità: c’è una verità che ho sperimentato ancora una volta, e cioè il Signore ci ama così come siamo noi, con un amore immenso. Questa è la nostra speranza – chi si affida a lui non sarà deluso “GESÙ È LA NOSTRA SPERANZA”. Come Papa Leone ha detto nell’omelia della messa di chiusura del giubileo giovanile: “Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la carità generosa, (…). Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”.

Ecco il messaggio di Papa Leone XIV ci mostra chiaramente che la gioia di sentirsi amato da Dio che è molto importante perché ci unisce gli uni agli altri, rallegra i nostri cuori e ci spinge ad andare avanti con la speranza in Gesù Cristo nostro amore e nostro Salvatore. Custodisco nel mio cuore la parola “stare” che in questa esperienza ho gustato in modo speciale, insieme ai giovani: stare alla presenza di Gesù, stare insieme per costruire l’ amicizia, costruendo l’amore fraterno, stare insieme cercando il bene dell’ altro. Il Venerdì 1 Agosto abbiamo preparato la veglia insieme ai diversi gruppi guidata dalle suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret e con la collaborazione “missionaria” del Fondazione Thouret: un respiro internazionale e davvero di una chiesa universale.
Come Papa Leone ha detto nell’omelia della messa di chiusura del giubileo giovanile: “Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la carità generosa, (…). Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”.
Ecco il messaggio di Papa Leone XIV ci mostra chiaramente che la gioia di sentirsi amato da Dio che è molto importante perché ci unisce gli uni agli altri, rallegra i nostri cuori e ci spinge ad andare avanti con la speranza in Gesù Cristo nostro amore e nostro Salvatore. Custodisco nel mio cuore la parola “stare” che in questa esperienza ho gustato in modo speciale, insieme ai giovani: stare alla presenza di Gesù, stare insieme per costruire l’ amicizia, costruendo l’amore fraterno, stare insieme cercando il bene dell’ altro.Il Venerdì 1 Agosto abbiamo preparato la veglia insieme ai diversi gruppi guidata dalle suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret e con la collaborazione “missionaria” del Fondazione Thouret: un respiro internazionale e davvero di una chiesa universale.
Sr Maria Xinh, Roma
