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LA RIVOLUZIONE MONDIALE: CORSO DI FORMAZIONE MISSIONARIA 2026

Il nostro essere Suore della Carità impegnate nel servizio ai poveri, alla promozione umana e alla difesa della pace in tanta parte del mondo e la responsabilità della nostra appartenenza a questa umanità attuale, ci ha sollecitate ad iscriverci al ciclo di conferenze che costituiscono il Corso di Formazione missionaria della Diocesi di Roma Padre Giulio Albanese, missionario e giornalista italiano, appartiene alla Congregazione dei Missionari Comboniani, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma .introduce così il corso, “il corso di Formazione missionaria, intitolato “La Rivoluzione del Mondo”, promosso dal Centro Missionario Diocesano di Roma in collaborazione con la Redazione di Limes, nasce dal desiderio di interpretare l’attualità non solo come una sequenza di eventi politici, ma come un passaggio storico che interroga profondamente la nostra coscienza. La responsabilità di tutte le tecniche è fondamentale, poiché la spiritualità cristiana rappresenta una vita secondo lo spirito. Da un lato, abbiamo lo spirito, che ci conferisce la forza di vivere; dall’altro, ci sono le sfide quotidiane del mondo. La rivoluzione di cui parliamo va oltre i giochi di potere e coinvolge il senso della convivenza umana, della giustizia e della pace. Sotto i nostri occhi, stiamo assistendo a un crescente caos, come evidenziato dal Popolo di Germania, che richiede un cambiamento di paradigma. La comunità internazionale deve riflettere sull’importanza della dignità umana, denunciando la normalizzazione della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. La pace non è il risultato della forza, ma richiede un impegno paziente basato sul dialogo e sul diritto”.

Sabato 10 Gennaio 2026 il corso ha preso il via con la relazione del Dottore Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes, che ha trattato de “La rivoluzione mondiale vista da Roma” in quanto «città che è simbolo universale, con una storia antica, e che non è solo la capitale ma anche dove ha luogo la Santa Sede», fulcro della fede cristiana che conta «un miliardo e 400 milioni di battezzati sparsi nel mondo». Il giornalista ci ha guidati in una profonda riflessione: è fondamentale, in questi tempi difficili, trovare il giusto equilibrio e costruire un dialogo costruttivo per affrontare le sfide attuali con responsabilità, cercando di conoscerle, anche in modo virtuale. “Di fronte a tutto ciò, è fondamentale riflettere e riconoscere che stiamo affrontando una sfida. È necessario sviluppare una mentalità diversa, poiché, in un certo senso, siamo tutti protagonisti degli eventi storici. Spero che situazioni come queste ci aiutino non solo ad ascoltare e ad apprendere, ma anche a interiorizzare questi momenti, trasformandoli in esperienze da condividere con gli altri.

Spesso ci troviamo perplessi e disorientati di fronte a certe discussioni, quando sentiamo persone giustificare comportamenti che dovremmo invece non accettare”. Anche il cardinale vicario Baldo Reina, nel suo saluto iniziale, ha messo in luce che «come diocesi di Roma abbiamo la responsabilità di conoscere i problemi attuali in modo puntuale e di interiorizzare certi contenuti» nonché di «offrire una mentalità diversa, arginando la cultura di chi giustifica la guerra», perché «sono sempre gli uomini e le donne a cambiare la storia». Prima dello spazio dedicato al dibattito, la riflessione di fratel Alberto Parise, missionario comboniano, che riprendendo il messaggio per la giornata della pace di Papa Leone, ha provato a rispondere alla domanda «Come vivere in questo mondo come comunità cristiana?». Il religioso ha esortato a «vivere non con paura ma con speranza», vedendo «le comunità cristiane come “artigiane di pace”», capaci di far sperimentare, «nel buio delle tenebre, la luce concreta della pace, per noi Cristo Risorto».