Introduzione
Signore Gesù, guardiamo la tua croce e capiamo che hai dato tutto per noi. Noi vogliamo dedicarti questo tempo di preghiera, vogliamo trascorrerlo vicini a te, che dal Getsemani al Calvario hai pregato e sofferto per noi. Nell’Anno del Giubileo ci uniamo al tuo cammino nella Speranza. Dal Vangelo secondo Marco (14,3237) Giunsero a un podere chiamato Getsemani […]. Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: “[…] Restate qui e vegliate”. Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava […]: “Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu”. Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: “[…] Non sei riuscito a vegliare una sola ora?” Signore, hai preparato con la preghiera ogni tua giornata e ora nel Getsemani prepari la Pasqua. Abbà! Padre! Tutto è possibile a te – dici – perché la preghiera è anzitutto dialogo e intimità; ma è anche lotta e richiesta: allontana da me questo calice! Ed è affidamento e dono: Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu. Così, in preghiera, sei entrato nella porta stretta del nostro dolore e l’hai attraversata fino in fondo. Hai sentito «paura e angoscia» (Mc 14,33): paura di fronte alla morte, angoscia sotto il peso del nostro peccato che hai provato su di te, mentre un’amarezza infinita ti invadeva. Ma nel pieno della lotta hai pregato «più intensamente» (Lc 22,44): così hai trasformato la veemenza del dolore in offerta d’amore. Una cosa sola ci hai domandato: restare con te, vegliare. Non ci chiedi l’impossibile, ma la vicinanza. Eppure, quante volte ho preso le distanze da te! Quante volte, come i discepoli, anziché vegliare ho dormito, quante volte non ho avuto tempo o voglia di pregare, perché stanco, anestetizzato dalle comodità, assonnato nell’anima. Gesù, ripeti ancora a me, a noi tua Chiesa: «Alzatevi e pregate» (Lc 22,46). Svegliaci, Signore, destaci dal torpore del cuore, perché anche oggi, soprattutto oggi, hai bisogno della nostra preghiera.

- Gesù è condannato a morte Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. Ma egli taceva e non rispondeva nulla. […] Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: “Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!”. Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito (Mc 14,60-61;15,4-5).
“Ma egli taceva e non rispondeva nulla”: Gesù, tu sei la vita e sei condannato a morte; sei la verità e subisci un falso processo. Perché non alzi la voce e non spieghi le tue ragioni? Ma il tuo silenzio è preghiera, è mitezza, è perdono, è la via per redimere il male, per convertire ciò che soffri in un dono che offri. Gesù, mi accorgo che ti conosco poco perché non conosco abbastanza il tuo silenzio, non trovo il tempo per fermarmi e rimanere con te. Mi rendo conto che senza di te non c’è speranza.
Preghiamo dicendo: Parla al mio cuore, Gesù Tu che rispondi al male col bene , Parla al mio cuore, Gesù Tu che spegni il clamore con la mitezza, Parla al mio cuore, Gesù Tu che detesti le chiacchiere e le lamentele, Parla al mio cuore, Gesù Tu che mi conosci nell’intimo, Parla al mio cuore, Gesù Tu che mi ami più di quanto io mi ami, Parla al mio cuore, Gesù Il Progetto del carcere di San Roque, a Sucre in Bolivia Nel carcere che accoglie circa 510 detenuti, tutti uomini, le suore hanno iniziato un laboratorio letterario intitolato: “CREARE E RICREARE: LA SPERANZA VERSO LA LIBERTÀ”, un corso di letteratura aperto a tutti i carcerati che desiderano parteciparvi. A coloro che si impegnano assiduamente e fedelmente in questo percorso formativo viene consegnato un attestato che costituisce per il detenuto una sorta di “redenzione” cioè la possibilità di avere uno sconto di pena. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

2. Gesù è caricato della croce
Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Gesù, portiamo anche noi delle croci, a volte molto pesanti: una malattia, un incidente, la morte di una persona cara, un figlio che si è perso, il lavoro che manca, una ferita interiore che non guarisce, il fallimento di un progetto, «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Venite a me: dircelo non è bastato e allora ecco che ci vieni incontro e ti carichi sulle spalle la nostra croce, per togliercene il peso. Grazie, Gesù. Unisco la mia croce alla tua, ti porto la mia stanchezza e le mie miserie, getto in te ogni peso del cuore.
Preghiamo dicendo: Io vengo a te, Signore
Con la mia storia Io vengo a te, Signore Con le mie fatiche Io vengo a te, Signore Con i miei limiti e le mie fragilità Io vengo a te, Signore Con le mie paure Io vengo a te, Signore Riponendo ogni fiducia nel tuo amore Io vengo a te, Signore Progetto Casa dei Miracoli Lahore Pakistan
Dar-ul-krishma è una casa per pazienti con disabilità fisiche e mentali che ha iniziato il 28 febbraio 1997. Accoglie 90 residenti, uomini e donne che appartengono a diverse religioni: a loro le Suore forniscono assistenza fisica, mentale, medica, sociale e spirituale con grande amore. Aiutano questi fratelli a portare il peso della malattia e della infermità, offrendo il calore di una famiglia e donando loro speranza. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

3. Gesù cade la prima volta
Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv 12,24). Gesù, sei caduto: a cosa pensi, …….col viso nella polvere? Mentre sei con la faccia a terra e non vedi più il cielo, ti immagino ripetere nel cuore. Ma immagino anche che, mentre baci la terra arida e fredda, pensi all’uomo, tratto dalla terra, a noi, che siamo al centro del tuo chi ama non si stanca, corre; chi ama vola. Gesù, ti chiedo sempre tante cose, ma una sola mi serve: saper amare. Cadrò nella vita, ma con l’amore potrò rialzarmi e andare avanti, come hai fatto tu, che sei esperto di cadute. La tua vita, infatti, è stata un continuo cadere verso di noi. Tu che risollevi dalla polvere e fai rinascere la speranza, dammi la forza di amare e ricominciare.
Preghiamo dicendo: Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare Quando prevale la delusione Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare Quando i giudizi degli altri si abbattono su di me Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare Quando le cose non vanno e divento insofferente Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare Quando mi sembra di non farcela più Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare Quando mi opprime il pensiero che nulla cambierà Gesù, dammi la forza di amare e ricominciare
Progetto Scuola dell’infanzia Santa Giovanna Antida a Shire Tigray Aperta nel 2003 la scuola dell’infanzia accoglie bambini della città e dei villaggi vicini: dopo la guerra del 2020-2023 le porte si sono allargate ad accogliere bambini orfani, abbandonati e che vivono nei vicini campi rifugiati. La scuola offre formazione, educazione, ma anche il calore dell’amicizia e della fraternità, che aiuti a superare il trauma di una guerra ingiusta e violenta che ha funestato la vita di tanti piccoli. In loro ritorni a brillare la stella della Speranza! Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

4. Gesù incontra la madre Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse […] al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,26-27).
Gesù, i tuoi ti hanno abbandonato, Giuda ti ha tradito, Pietro rinnegato: sei rimasto solo con la croce. Ma ecco tua madre. Non servono parole, bastano i suoi occhi, che sanno guardare in faccia la sofferenza e farsene carico. Gesù, nello sguardo pieno di lacrime e di luce di Maria ritrovi lo sguardo materno che è lo sguardo della memoria, che ci fonda nel bene. Non si può fare a meno di una madre che ci mette al mondo, ma neppure di una madre che ci rimette a posto nel mondo. Ci dai Maria, dono estremo prima di morire. Gesù, il tuo cammino è stato confortato dal ricordo del suo amore; anche il mio cammino ha bisogno di fondarsi nella memoria del bene. Maria, ferma la mia corsa, aiutami a fare memoria: a custodire la grazia, a ricordare il perdono e i prodigi di Dio.
Preghiamo dicendo: Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore
Quando riemergono le ferite del passato Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore Quando smarrisco il senso e il filo delle cose Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore Quando perdo di vista i doni che ho ricevuto Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore Quando perdo di vista il dono che sono Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore Quando mi dimentico di ringraziarti Signore, ravviva in me il ricordo del tuo amore
Progetto Our Home a Rejaf Sud Sudan
Our Home è la casa che offre il calore di una famiglia alle ragazze orfane e trascurate, vulnerabili alla vita di strada e alla violenza domestica, soprattutto quelle che hanno perso entrambi i genitori. Attualmente, le suore sono anche impegnate a fornire servizi di base alle persone bisognose, soprattutto nei settori dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria e della promozione delle donne nella contea di Rajaf. Our Home vuole essere il segno della Speranza in un mondo di ombre e paure.
Padre Nostro….Ave o Maria Gloria

5. Gesù viene aiutato dal Cireneo
Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Mentre [i soldati] lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù (Lc 23,26).
Gesù, quante volte, davanti alle sfide della vita, presumiamo di farcela da soli! Com’è difficile chiedere una mano, per paura di dare l’impressione di non essere all’altezza, noi sempre attenti ad apparire bene e a metterci in bella mostra! Non è facile fidarsi, ancor meno affidarsi. Così non disdegni l’aiuto del Cireneo. Esponi le tue fragilità a lui, un uomo semplice, un contadino al ritorno dai campi. Grazie perché, facendoti sostenere nel bisogno, ci insegni che voler bene significa soccorrere gli altri proprio lì, nelle debolezze di cui si vergognano. Allora le fragilità si trasformano in opportunità. È accaduto al Cireneo: la tua debolezza gli ha cambiato la vita, ti prego, Gesù: aiutami ad abbassare le difese e a lasciarmi amare da te: lì, dove più mi vergogno di me.
Preghiamo dicendo: Guariscimi, Gesù! Da ogni presunzione di autosufficienza Guariscimi, Gesù! Dal pensare di farcela senza te e senza gli altri Guariscimi, Gesù! Dalle smanie del perfezionismo Guariscimi, Gesù! Dalla ritrosia nell’affidarti le mie miserie Guariscimi, Gesù! Dalla fretta di fronte ai bisognosi che incontro nel cammino Guariscimi, Gesù!
Progetto Scuola Santa Marta a La Plata in Argentina
Inserita in un contesto sociale molto difficile e di povertà materiale e morale, la scuola forma numerosi alunni e assiste ciascuno di essi e le loro famiglie in difficoltà. La crisi economica del paese rende la vita delle famiglie sempre più difficile. Le suore allora stanno cercando di ampliare la scuola per poter accogliere gli alunni in un numero maggiore e soprattutto per un numero di ore maggiore: la scuola vuole diventare così una seconda casa per chi non ha una vera e propria casa, luogo di speranza per tutti. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

6. Gesù riceve conforto dalla Veronica che gli asciuga il volto Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Sia benedetto Dio […] Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione […]. (2 Cor 1,3).
Senza conoscerti e senza conoscere la verità, emettono giudizi e condanne, gettando su di te infamia e disprezzo. Accade anche oggi, Signore, e non serve nemmeno un macabro corteo. Ma, mentre tanti urlano e giudicano, una donna si fa strada in mezzo alla folla. Non parla: agisce. Non inveisce: s’impietosisce. Va controcorrente: sola, con il coraggio della compassione, rischia per amore, trova il modo di passare tra i soldati. Il suo gesto passerà alla storia ed è un gesto di consolazione. Quante volte invoco consolazione da te, Gesù! Ma la Veronica mi ricorda che pure tu ne hai bisogno; tu, mio consolatore, vuoi essere consolato da me. Gesù, accendi in me il desiderio di stare con te, di adorarti e consolarti. E fa’ che, nel tuo nome, io sia consolazione per gli altri.
Preghiamo dicendo: Rendimi testimone della tua consolazione Dio di misericordia, vicino a chi ha il cuore ferito Rendimi testimone della tua consolazione Dio di tenerezza, che ti commuovi per noi Rendimi testimone della tua consolazione Dio di compassione, che detesti il disinteresse Rendimi testimone della tua consolazione Tu, che ti rattristi quando punto il dito contro gli altri Rendimi testimone della tua consolazione Tu, che non sei venuto a condannare ma a salvare Rendimi testimone della tua consolazione
Progetto Ospedale Gala Gala in Ngaoundal Camerun Posizionato alla periferia di Ngaoundal nella regione dell’Adamua verso il Nord del paese, l’ospedale ha un bacino di utenza molto ampio e offre tutte le specializzazioni. Con la collaborazione di molti medici e infermieri volontari dalla Svizzera e dall’Italia offre una cura specialistica, ma anche tanta attenzione e tenerezza a tutti i pazienti specialmente i più deboli. Il Progetto GRIOT in collaborazione l’AICS, con l’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli vuole donare la speranza agli ammalati di tubercolosi, ancora molto numerosi. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

7. Gesù cade ancora sotto il peso della croce Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
[Il figlio minore] ritornò in sé e disse: […] Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato […]. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato […]; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse […]: “Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,17-18.20-22.24)
Gesù, la croce pesa: porta il carico della sconfitta, del fallimento, dell’umiliazione. Lo capisco quando mi sento schiacciato dalle cose, bersagliato dalla vita e incompreso dagli altri; quando avverto il peso eccessivo e snervante della responsabilità e del lavoro, quando sono compresso nella morsa dell’ansia, assalito dalla malinconia, mentre un pensiero soffocante mi ripete: non ne esci, stavolta non ti rialzi. Ma c’è di peggio, quando ricado nei miei sbagli, nei miei peccati. Gesù, sei caduto più volte sotto il peso della croce per starmi vicino quando ricado. Con te la speranza non finisce mai e dopo ogni caduta si risale, non ti stanchi di me, ma ti fai più vicino a me. Gesù, incidimi nel cuore la certezza più importante: che mi rialzo davvero solo quando tu mi rialzi, quando mi liberi dai peccati. Perché la vita non ricomincia dalle mie parole, ma dal tuo perdono.
Preghiamo dicendo: Rialzami, Gesù, Quando, paralizzato dalla sfiducia, provo tristezza e sconforto Rialzami, Gesù! Quando vedo la mia inadeguatezza e mi sento inutile Rialzami, Gesù! Quando prevalgono la vergogna e la paura di non farcela Rialzami, Gesù! Quando sono tentato di perdere la speranza Rialzami, Gesù! Quando dimentico che la mia forza sta nel tuo perdono Rialzami, Gesù!
Il Liceo Beata Nemesia di Bocaranga in RCA
Il Liceo Beata Nemesia di Bocaranga, che oggi accoglie 450 alunni, è stato avviato nel 2009 dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida e mira a dare un’istruzione di base alle giovani generazioni che hanno sofferto la guerra con infinite atrocità per aiutarle a cambiare la diffusa mentalità di violenza attraverso la promozione della cultura. La visione della scuola, prende spunto dalla citazione di MALALA YOUSAFZAI “Un bambino, un insegnante, un libro, una matita possono cambiare il mondo”. Questa è la nostra fede, questa è la nostra speranza Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

8. Gesù incontra le donne di Gerusalemme Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui (Lc 23,27).
Gesù, chi ti segue fino alla fine lungo la via della croce? Non i potenti, che ti aspettano sul Calvario, non gli spettatori che stanno lontano, ma le persone semplici, grandi ai tuoi occhi e piccole a quelli del mondo. Sono le donne, a cui hai dato speranza: non hanno voce ma si fanno sentire. Gesù, le donne che incontri si battono il petto e fanno lamenti su di te. Non si piangono addosso, ma piangono per te, piangono sul male e sul peccato del mondo. Piango le mie falsità e la mia incostanza? Di fronte alle tragedie del mondo il mio cuore è di ghiaccio o si scioglie? Come reagisco alla follia della guerra, a volti di bimbi che non sanno più sorridere, a madri che li vedono denutriti e affamati e non hanno più lacrime da versare? Tu, Gesù, hai pianto su Gerusalemme, hai pianto sulla durezza del nostro cuore. Scuotimi dentro, dammi la grazia di piangere pregando e di pregare piangendo.
Preghiamo dicendo: Gesù, sciogli il mio cuore indurito Tu che conosci i segreti del cuore Gesù, sciogli il mio cuore indurito Tu che ti rattristi davanti alla durezza degli animi Gesù, sciogli il mio cuore indurito Tu che ami i cuori umili e contriti Gesù, sciogli il mio cuore indurito Tu che hai asciugato col perdono le lacrime di Pietro Gesù, sciogli il mio cuore indurito Tu che trasformi il pianto in canto Gesù, sciogli il mio cuore indurito
Unity Home in Nadaikkavu, Tamil Nadu India
Unity home è un servizio “integrato” rivolto a bambine e ragazze orfane o abbandonate e a donne sole, spesso fisicamente e psichicamente ammalate. Molte persone anziane, in particolare donne sono state abbandonate dalla loro famiglia e rifiutate, alcune hanno subito violenze, hanno vissuto sulla strada senza una fissa dimora. Unity Home diventa per loro casa e famiglia, un luogo spesso per ritrovare sé stesse e magari riprende a sperare. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

9. Gesù cade per la terza volta Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane un solo chicco; ma se muore, porta molto frutto. Chi ama la propria vita la perde e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna (Gv 12,24-25). Il 5 dicembre 2013, alle cinque del mattino, sono stato svegliato dal rumore delle armi. I ribelli stavano invadendo la capitale. Tutti correvano e cercavano di nascondersi, ma per morire bastava incrociare la traiettoria di un proiettile vagante. Questo fu l’inizio di sofferenze indescrivibili: uccisioni, perdita di familiari, amici e colleghi. Mia sorella scomparve e non tornò più, cosa che traumatizzò mio padre. Ci lasciò qualche anno dopo, dopo una breve malattia. Ho continuato a piangere. In quella valle di lacrime e di “perché” … ho pensato a Gesù. Anche lui è caduto sotto il peso della violenza, fino a dire sulla croce: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Ho unito il mio “perché” al suo e mi è arrivata una risposta: ama come Gesù ti ama.
Preghiamo dicendo: Gesù, ricordati di me Quando la speranza svanisce e regna la disillusione Gesù, ricordati di me Quando sono incapace di prendere una decisione Gesù, ricordati di me Quando perdo fiducia in me e negli altri Gesù, ricordati di me Quando perdo di vista la grandezza del tuo amore Gesù, ricordati di me Quando credo che la mia preghiera sia inutile Gesù, ricordati di me
Progetto Kizito, Berberati Repubblica Centro Africana La ONG KIZITO ha lo scopo specifico di rispondere in modo innovativo al problema della vulnerabilità infantile. Offre un’alternativa socialmente e psico-pedagogicamente valida a bambini e giovani che, vittime della disgregazione sociale, causata da uno stato persistente di crisi socio-economica, vivono per strada senza un sostegno parentale a seguito di accuse di stregoneria, o perché commettono piccoli reati ordinari. Il destino di questi bambini normalmente è la strada, la detenzione nel carcere insieme agli adulti o l’arruolamento in milizie militari non regolari. L’accoglienza in famiglia, offerta dalla ong, diversamente dall’orfanotrofio, è l’unica risposta che si può dare a questi bambini così feriti ed abbandonati. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

10. Gesù è spogliato delle vesti Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. […] Risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,37-40).
……tu sei nudo, spogliato delle vesti; tu, malato e ferito; tu, assetato sulla croce e affamato d’amore. Fa’ che ti veda nei sofferenti e che veda i sofferenti in te, perché tu sei lì, in chi è spogliato di dignità, nei cristi umiliati dalla prepotenza e dall’ingiustizia, da guadagni iniqui fatti sulla pelle degli altri nell’indifferenza generale. Ti guardo, Gesù, spogliato delle vesti, e capisco che m’inviti a spogliarmi di tante esteriorità. ma poi io ti amo veramente nei poveri, tua carne ferita? Prego per chi è spogliato di dignità? Gesù, la tua verità mi mette a nudo e mi porta a mettere a fuoco quel che conta: te crocifisso e i fratelli crocifissi. Dammi di capirlo ora, per non essere trovato spoglio d’amore quando mi presenterò dinanzi a te.
Preghiamo dicendo: Spogliami, Signore Gesù! Dell’attaccamento alle apparenze Spogliami, Signore Gesù! Della corazza dell’indifferenza Spogliami, Signore Gesù! Del credere che soccorrere gli altri non tocchi a me Spogliami, Signore Gesù! Di un culto fatto di perbenismo ed esteriorità Spogliami, Signore Gesù! Della convinzione che la vita va bene se va bene a me Spogliami, Signore Gesù!
Progetto “Fili di Speranza” Da una collaborazione tra la Fondazione Thouret onlus e Terra e Missione, nasce l’idea di un progetto condiviso, quello di “Fili di Speranza”, un legame tra la sartoria sociale avviata da Terra e Missione a Ladispoli e il centro di Promozione femminile di Ngaoundal delle Suore della carità. Due mondi lontani, due modalità di lavoro molto differenti, entrambi animati da un unico sogno, quello di aiutare le donne in difficoltà a “ricucire” o a far sbocciare la propria vita, attraverso un percorso di formazione professionale e l’offerta di uno spazio di ascolto e condivisione. “Fili di Speranza” sembra davvero un titolo che dona respiro e speranza, appunto, ad ogni donna coinvolta e impegnata nel progetto, ma anche che permette di sperare in una umanità che sappia intessere legami forti di solidarietà e di comunione, nel rispetto delle diversità. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

11. Gesù è inchiodato alla croce Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,33-34).
Gesù, ti trapassano braccia e gambe coi chiodi lacerandoti le carni e mentre il dolore fisico è più atroce, dalle tue labbra sgorga la preghiera impossibile: perdoni chi ti sta mettendo i chiodi nei polsi. “Padre, perdona”. Allora con te, Gesù, anch’io posso trovare il coraggio di scegliere il perdono, che libera il cuore e rilancia la vita. Ora che le tue mani, con cui benedicevi e risanavi, sono inchiodate, e che i tuoi piedi, con cui portavi lieti annunci, non possono più camminare, adesso, nell’impotenza, ci riveli l’onnipotenza della preghiera. Che io preghi, secondo i desideri del tuo cuore, per chi è lontano da te; per riparare e intercedere a favore di quanti, ignorandoti, non conoscono la gioia di amarti e di essere perdonati da te.
Preghiamo dicendo: Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero Per la dolorosa passione di Gesù Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero Per la potenza delle sue piaghe Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero Per il suo perdono sulla croce Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero Per quanti perdonano per il tuo amore Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero Per l’intercessione di quanti credono, adorano, sperano e ti amano Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero
Progetto Emergenza Libano Dopo gli anni di crisi politica e gravissima crisi economica i libanesi hanno ora più che mai bisogno della nostra solidarietà e fratellanza. La loro resilienza è esemplare, ma il giogo è così pesante da schiacciare le loro spalle: medicine, latte per i bambini, acqua potabile, tende, coperte e lampade ricaricabili sono beni di prima necessità. Nonostante i bombardamenti siano sospesi e il nuovo Presidente sia stato nominato, la situazione permane molto dolorosa. Cerchiamo di essere per tanti fratelli segno di speranza. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

12. Gesù è morto sulla croce
Preghiamo dicendo: Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami Nei bimbi non nati e in quelli abbandonati Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami In tanti giovani, in attesa di chi ascolti il loro grido di dolore Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami Nei troppi anziani scartati Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami Nei detenuti e in chi è solo Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami Nei popoli più sfruttati e dimenticati Gesù, fa’ che ti riconosca e ti ami
Progetto di Puerto Triunfo Paraguay Servizio inserito in una delle zone “rosse” del Paraguay, cioè zone di grande povertà materiale e morale, il servizio è rivolto a tanti bambini appartenenti a famiglie in difficoltà e spesso con genitori analfabeti. Nel doposcuola i piccoli ricevono una formazione in varie materie e si utilizza la metodologia del gioco per facilitare il loro apprendimento. Attenzione particolare è rivolta alla persona, ai valori umani e religiosi. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

13. Gesù è deposto dalla croce tra le braccia di Maria Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo. Simeone […] a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,33-35).
Maria, dopo il tuo “sì” il Verbo si fece carne nel tuo grembo; ora adagiata sul tuo grembo c’è la sua carne martoriata: quel bimbo che tenevi tra le braccia è un cadavere straziato. Eppure adesso, nel momento più sofferto, risplende la tua offerta: una spada ti trapassa l’anima e la tua preghiera continua ad essere un “sì” a Dio. Maria, noi siamo poveri di “sì” e ricchi di “se”: se avessi avuto genitori migliori, se fossi stato più compreso e amato, se mi fosse andata meglio la carriera, se non ci fosse quel problema, se solo non soffrissi più, se Dio mi ascoltasse… Perennemente a chiederci il perché delle cose, fatichiamo a vivere il presente con amore. Tu avresti tanti “se” da dire a Dio, ma dici ancora “sì”. Forte nella fede, credi che il dolore, attraversato dall’amore, porta frutti di salvezza; che la sofferenza con Dio non ha l’ultima parola. E mentre tieni tra le braccia Gesù esanime, risuonano in te le ultime parole che ti ha rivolto: Ecco tuo figlio. Madre, sono io quel figlio! Accoglimi tra le tue braccia e chinati sulle mie ferite. Aiutami a dire “sì” a Dio, “sì” all’amore. Madre di pietà, viviamo un tempo spietato e abbiamo bisogno di compassione: tu, tenera e forte, ungici di mitezza: sciogli le resistenze del cuore e i nodi dell’anima.
Preghiamo dicendo: Prendimi per mano, Maria Quando cedo alla recriminazione e al vittimismo Prendimi per mano, Maria Quando smetto di lottare e accetto di convivere con le mie falsità Prendimi per mano, Maria Quando indugio e non trovo il coraggio di dire “sì” a Dio Prendimi per mano, Maria Quando sono indulgente con me e inflessibile con gli altri Prendimi per mano, Maria Quando voglio che la Chiesa e il mondo cambino, ma io non cambio Prendimi per mano, Maria
Aiuti alla Siria
Con i recenti cambiamenti di governo la situazione del paese è ora molto incerta ma sappiamo che ancora buona parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, milioni di persone sono analfabete, la maggior parte delle quali sono bambini. 600 scuole distrutte interamente prima del terremoto, 3600 scuole hanno bisogno di riabilitazione, il che significa che le scuole governative sono molto piene. Molte sono le domande di iscrizione alle scuole private. Grazie a tutti coloro che aiutano a sostenere la scuola, i nostri studenti possono continuare i loro studi nelle nostre scuole che educano ai valori umani e spirituali, è una sicurezza per queste povere famiglie cristiane che sono rimaste in Siria. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria

14. Gesù è deposto nel sepolcro di Giuseppe di Arimatea Ti adoriamo Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo. Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. […] Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia (Mt 27,57-60).
Giuseppe: il nome che insieme a Maria sta all’alba del Natale, segna pure l’aurora della Pasqua. Giuseppe di Nazaret sognò e con coraggio prese Gesù per salvarlo da Erode; tu, Giuseppe di Arimatea, ne prendi il corpo, senza sapere che un sogno impossibile e meraviglioso si realizzerà proprio lì, nel sepolcro che hai dato a Cristo quando pensavi che lui non potesse far più nulla per te. Invece è proprio vero che ogni dono fatto a Dio riceve una ricompensa più grande. Giuseppe di Arimatea, sei il profeta del coraggio audace. Per fare il tuo dono a un morto vai dal temuto Pilato e lo preghi, così da poter regalare a Gesù il sepolcro che avevi fatto costruire per te. La tua preghiera è tenace e alle parole seguono le opere. Giuseppe, ricordaci che la preghiera insistente porta frutto e attraversa persino il buio della morte; che l’amore non rimane senza risposta, ma regala nuovi inizi. Il tuo sepolcro che – unico nella storia – sarà fonte di vita, era nuovo, appena scavato nella roccia. E io, che cosa do di nuovo a Gesù in questa Pasqua? Un po’ di tempo per stare con Lui? Un po’ di amore per gli altri? I miei timori e le mie miserie sepolte, che Cristo attende gli offra come hai fatto tu col sepolcro? Sarà davvero Pasqua se donerò qualcosa di mio a Colui che per me ha dato la vita: perché è dando che si riceve; perché la vita si trova quando si perde e si possiede quando si dona.
Preghiamo dicendo: Abbi pietà, Signore
Di me, pigro a convertirmi Abbi pietà, Signore Di me, che molto amo ricevere e poco donare Abbi pietà, Signore Di me, incapace di arrendermi al tuo amore Abbi pietà, Signore Di noi, pronti a servirci delle cose ma lenti nel servire gli altri Abbi pietà, Signore Del nostro mondo, infestato dai sepolcri dell’egoismo Abbi pietà, Signore
Progetto Esperanza in Sintang Indonesia La popolazione locale Dayak non hanno più molta terra per coltivare il riso sulle loro colline. Se vogliono progredire, devono imparare a coltivare le risaie, a conservare e rendere fertili le loro foreste e i loro terreni, a ripiantare le loro specie arboree più preziose, perché le loro foreste sono ormai distrutte. Per questo motivo è nata l’urgenza di riattivare e rinnovare il centro per la formazione agricola: sia per chi vuole coltivare la propria terra, in modo più efficiente, ma soprattutto per chi, caduto in emarginazione, vuole iniziare una nuova vita, con nuove possibilità. Il centro polifunzionale non sarà solo un centro di formazione tecnica, ma una comunità cristiana dove i giovani impareranno a lavorare, ma anche a riformularsi nella disciplina, nella preghiera e nella vita fraterna. Padre Nostro…. Ave o Maria Gloria
Invocazione conclusiva (il nome di Gesù, 14 volte)
Signore, ti preghiamo come i bisognosi, i fragili e i malati del Vangelo, che ti invocavano con la parola più semplice e familiare: con il tuo nome. Gesù, il tuo nome salva, perché tu sei la nostra salvezza. Gesù, sei la mia vita e per non perdere la rotta nel cammino ho bisogno di te, che perdoni e rialzi, che guarisci il mio cuore e dai senso al mio dolore. Gesù, hai preso su di te il mio male e dalla croce non mi punti il dito contro, ma mi abbracci; tu, mite e umile di cuore, risanami dal livore e dal risentimento, liberami dal sospetto e dalla sfiducia. Gesù, ti guardo in croce e vedo spalancarsi davanti ai miei occhi l’amore, senso del mio essere e meta del mio cammino: aiutami ad amare e perdonare, a superare l’insofferenza e l’indifferenza, a non lamentarmi. Gesù, sulla croce hai sete, ed è sete del mio amore e della mia preghiera; ne hai bisogno per portare a compimento i tuoi progetti di bene e di pace. Gesù, ti rendo grazie per quanti rispondono al tuo invito e hanno la perseveranza di pregare, il coraggio di credere e la costanza di andare avanti nelle difficoltà. Gesù, ti presento i pastori del tuo popolo santo: la loro preghiera sostiene il gregge; trovino tempo per stare davanti a te, conformino il loro cuore al tuo.
Gesù, ti benedico per le contemplative e i contemplativi, la cui preghiera, nascosta al mondo e a te gradita, custodisce la Chiesa e l’umanità. Gesù, porto davanti a te le famiglie e le persone che stasera hanno pregato dalle loro case, gli anziani, specialmente quelli soli, gli ammalati, gemme della Chiesa che uniscono le loro sofferenze alla tua. Gesù, questa preghiera di intercessione raggiunga le sorelle e i fratelli che in tante parti nel mondo soffrono persecuzioni a motivo del tuo nome; coloro che patiscono il dramma della guerra e quanti, attingendo forza in te, portano croci pesanti. Gesù, con la tua croce hai fatto di tutti noi una cosa sola: stringi nella comunione i credenti, infondi sentimenti fraterni e pazienti, aiutaci a collaborare e a camminare insieme; custodisci la Chiesa e il mondo nella pace. Gesù, giudice santo che mi chiamerai per nome, liberami dai giudizi temerari, dai pettegolezzi e dalle parole violente e offensive. Gesù, prima di morire dici: “è compiuto”. Io, nella mia incompiutezza, non potrò dirlo; ma confido in te, perché sei la mia speranza, la speranza della Chiesa e del mondo. Gesù, ancora una parola voglio dirti e continuare a ripeterti: grazie! Grazie, mio Signore e mio Dio.
