Progettosenzatitolo62

Farfalle, gechi e palme

Sumatra, Nias, Giava, Borneo…

Tornare in Indonesia per la seconda volta in meno di otto mesi dal primo viaggio, è stato per me una grazia e l’opportunità di approfondire alcuni tratti di questo popolo così mite, gioioso, attaccato alla terra eppure desideroso di emanciparsi nella corsa all’oro o in un lavoro meglio retribuito in terra malese. Quello che mi colpisce è la distesa sterminata di verde, di questa foresta così selvaggia che ogni volta che viene ridimensionata non attende a ricrescere ancora più rigogliosa e intricata. In queste isole non c’è solo verde, ma animali di ogni specie, alcuni dei quali hanno accompagnato questo viaggio ripresentandosi nei momenti più cruciali e affannati. Le grandi farfalle di ogni colore, si palesavano con il loro volo affascinante ogni volta che la situazione era sospesa, la comprensione di un passaggio era enigmatica, lo stato d’animo alquanto demoralizzato. Bastava guardarle perché il pensiero si elevasse per ritornare a puntare al cielo, piene di speranza. I gechi, piccoli rettili trasparenti, veloci e furbi, che si trovano ovunque nella casa muovendosi con rapidità sui muri; animali che possono sembrare fastidiosi, ma che si cibano di insetti, sono innocui per l’uomo e in qualche modo sono una presenza e una compagnia discreta e nascosta. Questi sono stati solo alcuni dei nostri compagni di viaggio.

 

Con sr Maria Luisa Caruso, consigliera generale, nonché Presidente della Fondazione Thouret, avevamo una missione: un progetto per fare rivivere Esperanza, ovvero Esperanza Baru (la Nuova Esperanza) una estensione di terreno di 21 ettari di proprietà delle Suore della Carità in Indonesia e precisamente nella regione del Kalimantan. Un appezzamento talmente vasto che alla vista sembra senza confini, coltivato in buona parte a piante di caucciù, con almeno tre laghetti al suo interno, 9 pozzi, e tre case dove si può tranquillamente e comodamente vivere. Con l’aiuto delle sorelle indonesiane stiamo impegnandoci in un progetto in cui la biodiversità sia il focus, in cui sia possibile creare posti di lavoro e dare anche alloggio per chi fosse disposto a scommettere su questo sogno. Nel tempo trascorso abbiamo incontrato molte persone in rappresentanza sia di uffici governativi, sia di associazioni private che già lavorano la terra e fanno allevamento intensivo di galline ovaiole.

Tra tutti, la cooperativa che più ci ha convinte per lo stile concreto è Keling Kumang, organizzazione legata al microcredito di Credit Union, che ha punti di vendita e di produzione ovunque nella regione e che, dal primo approccio, si è dimostrata un ottimo punto di riferimento sia per le competenze agricole, sia per la capillare rete di vendita. Alcuni dirigenti sono venuti con noi a visitare Esperanza e, a parte la fatica della strada che occorre percorrere con il pick-up – strada completamente fangosa e piena di buchi – sono rimasti affascinati dalle potenzialità del terreno che, una volta arricchito e integrato di sostanze minerali, potrà produrre in abbondanza… e non solo coltivazioni, ma anche allevamenti di animali e in particolare di galline ovaiole. La sola città di Sintang, la più grande vicino ad Esperanza, ha una richiesta mensile di 7.000.000 di uova, richiesta soddisfatta solamente nella misura del 10%. C’è dunque la possibilità di un mercato di sbocco grazie al quale potremo garantire dei posti di lavoro per la popolazione dei villaggi. Anche il mais ibrido è fortemente richiesto per il mangime degli animali e non vi è una sufficiente produzione nemmeno di esso. Il Governo ha da poco lanciato una campagna di “pasto gratuito” per i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria. Riteniamo che anche questa novità potrà incrementare le possibili vendite data l’esigenza di frutta e verdura per una popolazione scolastica numerosa, data la giovane età della popolazione. Il sogno su questa terra è creare un polo di produzione nel rispetto della biodiversità, un centro agricolo dove tutti si sentano stimati collaboratori e con le proprie competenze portino innovazione e sperimentazione. Le donne in particolare sono il motore della società indonesiana: già immaginiamo una cooperativa al femminile nella quale le suore possano guidare percorsi di crescita umana e spirituale, oltre che professionale. Un piccolo presidio sanitario come riferimento dove un giorno la settimana ci sia la possibilità di un consulto medico di qualità… questi ed altri sono i sogni condivisi con le nostre sorelle indonesiane. In particolare con sr Iki, sr Siwi, sr Francisca che si sono dichiarate da subito attive protagoniste di questa riqualificazione e implementazione, e sostenitrici della biodiversità.

Proprio la biodiversità è a rischio in molte zone dell’Indonesia, poiché la terra deforestata è in larga parte occupata da distese di palme da olio, così invasive, così pericolose per la futura capacità produttiva della terra stessa. Esse infatti tolgono vitalità e ricchezza alla terra, impedendo la crescita di coltivazioni sottostanti e impoverendo il terreno sempre di più. L’olio di palma è un mercato attraente (trainato dalla sua versatilità nell’industria alimentare, cosmetica e dei biocarburanti) e l’Indonesia insieme alla Malesia ne detiene l’86% della produzione. Ci auguriamo che con l’aiuto di tutti e di tanti potremmo rendere reale tutto questo dando opportunità di lavoro e di crescita a tante persone e invertendo il circuito dell’olio di palma in un processo più virtuoso e rispettoso della grande varietà di flora e fauna già presenti sul territorio. Ringraziamo sin d’ora quanti si stanno spendendo per fare conoscere il progetto e per farci incontrare con altre persone che possano collaborarvi. È doveroso a nome della Fondazione Thouret, ringraziare la dott.ssa Harina per la sua vicinanza, la sua generosità e per aver reso possibile l’importante incontro con il Sindaco di Sintang, Mr Bala. In tale occasione Mr Bala ci ha assicurato interessamento e sostegno soprattutto per l’annoso problema della strada che porta ad Esperanza. Sr Isabella Ayme