Dopo circa 10 ore di macchina da Yaoundè, percorsi sulla strada che per più di 600 km taglia la foresta e la fa ammirare in tutta sua vastità, eccoci, finalmente, a Ngaoundal all’Ospedale Sainte Jeanne-Antide Thouret – Galagala, ospedale distrettuale della Regione dell’Adamaoua in Camerun. Ci accolgono sr Christine, la direttrice, sr Claudine, la responsabile dei progetti, sr Cecile responsabile della comunità e tutte le suore.
Sr Christine avvisa del nostro arrivo anche il personale in servizio e in particolare il direttore sanitario dott. Yves che prontamente viene a salutarci. I compagni di viaggio di questa terza missione GRIOT (Gestione clinica, Responsabilità comunitaria, Informazione e Orientamento ai servizi sanitari nella lotta alla Tubercolosi) sono il dott Antonio Cristiano (Policlinico Gemelli di Roma), il dott. Giovanni Brambilla (Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale – CeSI – dell’Università Cattolica di Milano) e sr Isabella Ayme (Fondazione Thouret Onlus) al suo terzo viaggio in Camerun per seguire il progetto.
In linea con l’Obiettivo Strategico 1 “Maximize impact against HIV, TB and malaria” promosso dalle azioni del Global Fund, il progetto GRIOT, finanziato dall’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e guidato dall’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Thouret Onlus e l’Ospedale Sainte Jeanne-Antide Thouret, si propone di combattere la tubercolosi (TB) nel distretto sanitario di Ngaoundal, nella regione di Adamaoua, Camerun, dove l’incidenza dei casi di TB è particolarmente elevata. Le attività del progetto si svolgono sotto la guida scientifica della prof.ssa Patrizia Laurenti, docente di Igiene generale e applicata, e del prof. Massimo Antonelli, docente di Anestesiologia e Direttore del Centro di Ateneo di Bioetica e Scienze della Vita.

Siamo quasi alla vigilia del secondo dei sei TBDAY previsti, ossia giornate di prevenzione e sensibilizzazione alla Tubercolosi extra polmonare, diagnosi dei casi sospetti e avvio del percorso di follow up e di cura dei pazienti positivi. La malattia è particolarmente diffusa sia a causa delle condizioni igieniche, sia per il non adeguato processo di pastorizzazione del latte, latte che spesso proviene da bovini malati.
In preparazione al TBDAY del 6 marzo, l’Ospedale ha investito in “pubblicità” inviando i propri referenti a informare i leader delle comunità locali e dei villaggi, nonché i direttori dei numerosi centri di sanità presenti nel territorio. Sono stati ingaggiati i cosiddetti GRIOT, urlatori di professione che richiamano l’attenzione della popolazione con i loro messaggi ad alto volume! Il risultato è stata una affluenza insperata, sia per il mese di Ramadan in corso sia per il grande caldo della stagione secca. Quasi trecento le persone giunte e tra queste soprattutto donne con i loro bambini, ma anche un discreto numero di uomini. Dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 18 il personale sanitario distribuito nelle diverse postazioni si è limitato solo a poche essenziali pause per evitare che la gente attendesse troppo a lungo il proprio turno. Il lavoro degli operatori è ammirabile ed è in special modo paziente per le persone analfabete e per quelle che, non conoscendo il francese, parlano unicamente il fulfulde, la lingua locale. Le persone giungono all’Ospedale e attendono sotto una tettoia dove viene immediatamente erogato loro un primo questionario per la privacy. Passano successivamente sotto un tendone dove li attende un questionario più specifico sulla tubercolosi: il personale sanitario valuta i possibili sintomi e invia ad effettuare gli accertamenti necessari. Poi si passa alla formazione: in lingua locale si descrivono in modo dettagliato i sintomi della malattia, perché tutti imparino ad individuare tossi sospette o dimagrimenti repentini. Chi torna a casa dopo una giornata di TBDAY racconta e, a proprio modo, fa formazione.

Dopo qualche giorno dal nostro ritorno in Italia arriva una notizia straordinaria: il 24 marzo 2025, in occasione della 32° giornata mondiale della lotta contro la tubercolosi, l’Ospedale di distretto Santa Giovanna Antida Thouret Galagala è stato premiato come migliore struttura insieme ad altri undici presidi medico-sanitari di tutto il Camerun, in seguito ad una valutazione delle performance di 380 tra ospedali e centri sanitari dell’anno 2024.
Sr Isabella Ayme
