“Le Cina globale”
Sabato 11 aprile, Giorgio Cuscito, analista, studioso di geopolitica della Cina e dell’Indo-Pacifico della redazione di “Limes”, ha parlato del ruolo della Cina nella crisi globale, nel quarto incontro di formazione promosso dal Centro missionario della diocesi di Roma e Limes, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. La mattinata di riflessione è aperta dall’intervento di padre Giulio Albanese, comboniano, direttore del Centro missionario diocesano nonché direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Roma. Relaziona sul tema Giorgio Cuscito, analista, studioso di geopolitica della Cina e dell’Indo-Pacifico della redazione di “Limes”. Oggi parleremo della Cina globale, tema cruciale per il futuro dell’ordine mondiale, affidato all’analista Giorgio Buscito. Siamo in un periodo di tensioni internazionali, evidenziato dai conflitti in Medio Oriente, in particolare tra Israele e Iran, che hanno messo in discussione equilibri strategici. La retorica dell’amministrazione Trump sta influenzando le dinamiche tra le grandi potenze, inclusa la Cina. È fondamentale analizzare il ruolo della Cina nella crisi climatica, evidenziando la sua posizione contraddittoria come principale emettitore di CO₂ e leader nelle tecnologie verdi. La crisi climatica richiede una ridefinizione dei poteri e delle responsabilità, con il mondo diviso tra Nord e Sud globale. La Cina, pur rivendicando il diritto alla crescita, ha mostrato un approccio difensivo nei negoziati internazionali, mentre le Chiese cattoliche del Sud del mondo chiedono giustizia sociale e una transizione equa. La crisi climatica rappresenta una sfida geopolitica che richiede un equilibrio tra realismo politico e giustizia globale. La Cina mira a vantaggi economici e posizionamento militare strategico. La relazione tra Italia e Africa è importante, dato che il Mediterraneo è un collegamento cruciale. Nonostante opportunità passate, l’Italia ha recentemente firmato un accordo di cooperazione con la Cina, il che rappresenta una sfida per la sua sicurezza nazionale. In un contesto di instabilità, l’Italia deve affrontare rischi legati alla crescente influenza cinese. È fondamentale considerare ciò che mangiamo e le recenti dichiarazioni di Jiang Zemin, che richiamano il legame tra Taiwan e la Repubblica Popolare Cinese, riflettono il pensiero di Mao Zedong. Un sondaggio mostra un divario di opinioni tra chi desidera mantenere lo status quo e chi è disposto a combattere per Taiwan.
Inoltre, la Russia sta aumentando la sua presenza nel Pacifico e stringendo legami con la Cina in risposta alla NATO. Questo ha permesso alla Cina di espandere la sua influenza, specialmente in Asia Centrale e nell’Artico, con nuove rotte commerciali che diventano vitali con lo scioglimento dei ghiacci. Dopo un po’ piccola break padre Albanese ha cominciato non sono certo se abbiate riposato bene, ma come dice un celebre film: «Pazzo, pazzo, pazzo, pazzo». La preghiera è un antidoto contro i timori attuali e coltivare la speranza è fondamentale. Condivido una preghiera di Papa Leone XIV per la pace, chiedendo a Dio di guidare i leader mondiali verso il dialogo e la solidarietà, affinché la minaccia nucleare non condizioni più l’umanità. Il Papa ha condannato la minaccia all’Iran e gli attacchi alle infrastrutture civili, sottolineando l’importanza del dialogo. La Cina gioca un ruolo significativo, mentre il conflitto americano-iraniano potrebbe favorire opportunità strategiche per Pechino, evidenziando un crescente allineamento dei Paesi africani con il cartello BRICS, che amplia la sua influenza in Africa e oltre. La Cina sta cercando di riconquistare la sua centralità storica, come “Impero del Centro”, sotto la guida di Xi Jinping.


Questo risorgimento mira a superare il “secolo della degradazione” causato da invasioni straniere. La Cina, ora una potenza emergente, combina hard e soft power attraverso iniziative come la Belt and Road Iniziative, che ha influenzato anche l’Africa. Tuttavia, la Cina affronta sfide interne, come disparità economiche e un declino demografico, con giovani sotto pressione. Il governo cerca di incentivare la natalità e investe in tecnologie avanzate, mentre affronta problemi come la dipendenza dai microchip esteri e le limitazioni ambientali. La trasformazione attuale della Cina deve bilanciare le aspirazioni geopolitiche con le realtà domestiche.Il sistema sanitario, pur essendo complesso ed efficiente, deve affrontare sfide con l’aumento della popolazione e le pressioni economiche. La Cina non mira a esportare il proprio modello, riconoscendo l’importanza delle specificità culturali. Ci sono richieste di maggiori diritti, ma il Partito Comunista ha centralizzato il potere sotto Xi Jinping, limita il dialogo interno. La Cina, pur percependosi come potenza globale, considera Taiwan parte del proprio territorio, cercando soluzioni pacifiche.
Osserva padre Albanese: «In considerazione dell’attuale congiuntura internazionale, il ruolo della Cina, dal punto di vista geopolitico, è fondamentale. Comprendere le dinamiche di quello che alla prova dei fatti si sta rivelando un nuovo corso è importante per chiunque intenda essere promotore di dialogo e di pace tra i popoli». Si tratta del penultimo appuntamento di “La rivoluzione mondiale”; il percorso formativo si concluderà il 9 maggio 2026, con l’incontro dal titolo “La pace è possibile”, a cui interverrà il direttore di “Limes” Lucio Caracciolo.
Sr Erica Niati
