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Il 23 maggio è la festa liturgica di Santa Giovanna Antida e ricordarla è l’occasione per approfondire i suoi scritti, per comprendere meglio lo spirito che l’ha animata e per riprendere la sua passione educativa, rendendola oggi realtà. La chiarezza della sua missione risuona forte nei nostri cuori: “La carità può avere… Obiettivo più nobile? Insegnare ai poveri, ai malati e anche ai bambini a conoscere, amare e servire Dio non significa forse compiere in parte ciò che il Salvatore del mondo è venuto a fare sulla terra”. (Introduzione ai voti). Quindi, continuando la sua eredità, come possiamo rendere questa sfida una realtà oggi? Dobbiamo cominciare facendo ciò che Ella disse: “In tutto ho chiesto consiglio a Dio, il tempo e le circostanze” (lettera al vescovo Lecoz, 1812).

Le circostanze odierne sono segnate da un invito alla conversione ecologica e alla sinodalità, a una nuova armonia che porti alla pace e alla complementarietà, a nuovi percorsi di umanizzazione e di tecnologia al servizio dell’essere umano e della cura del pianeta. Il documento finale del Sinodo sulla Sidonalità dice che il mondo ha bisogno di modelli e che possiamo trovare “Nella Vergine Maria… i tratti di una Chiesa sinodale, missionaria e misericordiosa… che ascolta, prega, medita, dialoga, accompagna, discerne, decide e agisce. Da Lei impariamo l’arte dell’ascolto, l’attenzione alla volontà di Dio, l’obbedienza alla sua Parola, la capacità di cogliere le necessità dei poveri, il coraggio di mettersi in cammino, l’amore che aiuta, il canto di lode e di esultanza nello Spirito”. N° 29) Credo che questi stessi tratti si possano trovare in Santa Giovanna Antida che seppe “aprire da sola una scuola che fu rapidamente molto numerosa” (Manoscritto della Pura Verità) e per la quale dovette applicare tutta la sua creatività mettendo in atto un metodo collettivo che si differenziava dall’insegnamento individuale del suo tempo. Il Signore fa prosperare l’opera delle sue mani e a poco a poco si guadagna dei compagni… figlie per educare e formare alla vita religiosa e al lavoro… che sono chiamati a varie opere di carità… “e tutti sono molto soddisfatti della loro azione” (Lettera a Mosns Lecoz)… Vive allora una vera conversione da “sola a noi”… E si prese il tempo di scrivere una regola perché tutte le suore potessero vivere liberamente e consapevolmente la loro vocazione.

Dieci anni dopo il Signore la invita a una missione universale e lei attraversa le Alpi per raggiungere il lontano regno di Napoli di lingua, cultura e stile diversi… Con tutta la sua audacia e fiducia in Dio, visse questa nuova conversione che la portò a rispondere con la stessa ardente carità di sempre, ma con espressioni nuove, per le quali la Regola e i voti dovevano essere adattati. Con quella stessa audacia siamo chiamati oggi a mettere “le mani in pasta” e iniziare a creare quegli spazi dove avviene l’alternativa. Ad esempio, qui a Puerto Triunfo, in Paraguay, realizziamo due piccoli supporti scolastici, uno a Triunfo e l’altro a Cristo Rey, dove i bambini possono andare a scuola per risolvere i compiti, poiché i loro genitori non hanno la possibilità di aiutarli a causa del loro basso livello di studio o delle lunghe ore di lavoro per garantire la loro sussistenza.

Come essere “l’alternativa”? I sistemi educativi promossi dai nostri governi non si preoccupano tanto della crescita degli studenti, quanto del fatto che rimangano a scuola, anche se arrivano alla prima media quasi senza leggere né scrivere, per poter presentare i numeri agli organismi di controllo internazionali. Indubbiamente, per Giovanna Antida, l’educazione era un modo per “fare una piccola rivoluzione sociale”, dando strumenti ai poveri e soprattutto alle donne, perché prendessero coscienza della loro dignità di figli e figlie di Dio. Lo fa condividendo le sue conoscenze in modo che agli altri non venga impedito di leggere e scrivere come faceva lei da bambina… Ed eccoci qui, 226 anni dopo, a combattere per “fare la differenza”… perché oltre a leggere, scrivere, aggiungere, sottrarre, dividere e moltiplicare, diventino protagonisti della propria storia, cioè del sentirsi partecipi e attori di un comune destino che supera una concezione individualistica della felicità e li unisce al disegno di Dio nella libertà e nella comunione, impegnandosi con tutte le loro forze a lavorare per il bene comune, giustizia e pace. Anche attraverso i corsi di cucito, informativi o di orto vogliamo dare la possibilità a uomini e donne di lavorare insieme in complementarietà, superando i segni della storia, quei segni che vengono dal tempo della Guerra d’Indipendenza dove “rimanevano solo le donne, gli anziani e i bambini che non potevano alzare l’arma”. Così che le donne imparavano a coprire da sole le spese della famiglia, mentre gli uomini rimanevano a divertirsi e a dare ordini… Oggi è necessario superare queste ferite e restituire alle donne e agli uomini il loro vero ruolo nella società e nella famiglia, per essere complementari e uguali in dignità, proprio come ha voluto il Progetto del Padre. Come Famiglia di Santa Giovanna Antida, cerchiamo insieme di camminare nella speranza, costruendo un mondo più solidale e consapevole della cura della nostra casa comune.

Sr Elina Bustos, Puerto Triunfo—Paraguay