Rientrata in Italia da due settimane, cerco di riflettere ogni giorno sul : Prima– Durante e Dopo pensando e ripensando con attenzione e scrupolo a questo mese trascorso in Ciad chiedendomi: “ Con quale spirito l’ho vissuto ??” “Sono stata in grado di soddisfare le aspettative di chi mi ha accolto ??” “Cosa avranno di me immaginato ??” “Alle Suore, ai bimbi, ad ogni persona incontrata cosa avrò lasciato in cambio della loro disponibilità ??” Credo: tenerezza, compassione, generosità, pazienza, carità ….. ma forse non abbastanza, perché entrando in un’altra cultura nel verificare noi stessi si analizza alla fine cosa sarebbe stato veramente importante per loro … La Missione esisteva già, siamo noi che ci arricchiamo entrando in quella cultura che ci permette appunto di verificare noi stessi e prendere coscienza di quella realtà. Ritorno con mente per riesaminare e comprendere meglio ciò che si è già pensato e vissuto mettendone in luce le complessità.

Il volontariato non è solo un mezzo per renderci socialmente utili, il volontariato è anche luogo di apprendimento e formazione che ci permette di vivere un’esperienza umana ricca e formatrice: “Essere più con e per gli altri”. Ricordo e non dimenticherò mai nessuna delle Suore del Ciad che mi hanno accolta fraternamente e accompagnata nella mia esperienza missionaria, loro sono esempio di Costanza, amore, energia, perseveranza, preghiera, resilienza. Sempre al servizio dei più fragili: penso a Suor Chika che raccoglie nei mercati i bambini di strada e come ancora di salvezza li porta a Balimba seguendo un progetto che offre loro una possibilità di futuro attraverso un rifugio sicuro, la scuola, un lavoro … noi come volontari abbiamo trascorso solo pochi giorni con loro con qualche ora di ricreazione, di incontro, di condivisione …. Come dimenticare quei volti ??? Sono riflessioni e pensieri profondi che ogni giorno cerco di definire senza trovare vere risposte e soluzioni, semplicemente che capiscano che possono creare il loro futuro solo nel Centro di Balimba e non sulla strada. E poi Suor Paola Nuzzi a Koumra che ci ricorda della la prima Missione in Ciad che fu aperta nel 1962, poi le scuole, i dispensari, l’assistenza ai bisognosi, la promozione della donna ecc. ecc. Ha espresso preoccupazione per la situazione del Paese dove la povertà e la sofferenza sono diffuse e dove la presenza delle Suore è fondamentale per portare aiuto.
Suor Paola Nuzzi, che avevamo conosciuto a N’Djamena nei primi giorni di volontariato ha voluto accoglierci a Koumra (mentre ci dirigevamo a Sarh e al rientro) per farci conoscere la sua Missione, il nuovo ambulatorio prossimo all’apertura e tramite Lei abbiamo potuto visitare le carceri … esperienza cruda, i volti distrutti, le mamme con i piccoli in un ambiente malsano dove pioveva … quella visione rimugina e ritorna …. E poi tutte le Suore di N’Djamena con Suor Paola Nelemta che ci è venuta a prendere all’aeroporto con il suo trasporto di gioia, i bimbi della “Colonia” che ci hanno accolto con i loro canti … i loro sorrisi … e che da subito sono entrati in sintonia con noi come se fossimo parte di loro


Voglio ringraziare tutte le Suore della Carità compresa Suor Alberta Gatta che è stata il mio riferimento per questa esperienza e come Lei Lorenza Vallarino che vive nel mio territorio e devo a Lei tante risposte e incoraggiamenti. Inoltre le mie compagne di viaggio la carissima Suor Renata e la dolcissima Anna. Voglio terminare con alcune frasi (non mie …) che riflettono molto il mio pensiero. Pellegrino sulle strade d’Africa porto nel mio zaino “La memoria” Il nostro è un unico Pellegrinaggio sulle strade dei poveri: “Chi si impegna con gli oppressi serve la pace”. Le possibilità di soluzioni richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per dare dignità agli esclusi, per preservare la natura ….
Simonetta Marin
